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Every good regulator is a model of the system it regulates · 2010-03-18 by mmzz

Così dicono Conant e Ashby.
Il problema con i sistemi difficili da regolare è che il regolatore ne fa parte.
Come può il regolatore rendere conto di tutta la varietà di un sistema di cui fa parte? Dovrebbe prendere in considerazione anche se stesso, e ciò che è peggio, anche se stesso mentre prende la decisione, e quindi la decisione che ancora non ha preso poichè —appunto— è proprio questa a rendere incompleta la descrizione del sistema da regolare.
Può sembrare un sofisma, ma è un problema molto concreto nella regolazione sociale, in cui occorre prendere in considerazione gli outcome della decisione che si sta prendendo, naturalmente prima di prenderla. E anche se molto spesso lo si fa, è illusorio considerare il sottosistema che prende la decisione come separato ed indipendente dal sistema di cui fa parte.

Ovviamente il decisore nel mondo vero —se non vuole rimanere intrappolato in un loop infinito— opera una chiusura decisionale e decide ad un certo punto di operare una decisione pur non avendo completato la previsione. La conoscenza perfetta in questi sistemi non solo non esiste in pratica, ma nemmeno può esistere in teoria. Il modello non può comprendere tutta la varietà del sistema che regola, se ne fa parte.

Potrebbe essere interessante simulare quali strategie siano più efficaci nel prendere una decisione in vari tipi di situazioni e con varie complessità, con vari tipi di sistemi la cui prevedibilità dipende in grado maggiore o minore dal decisore che lo regola, e in cui di conseguenza la closure avrà un peso maggiore o minore sulla decisione finale e sulla sua abilità di prevedere in modo affidabile il comportamento del sistema.

Si tratterebbe, in definitiva, di simulare il libero arbitrio.